mercoledì 8 giugno 2011

Intervista: due storie di sviluppo rurale in Ungheria | ECONOMIA.HU - The online magazine of ITL Group - Notizie economiche da Budapest e Ungheria

Intervista: due storie di sviluppo rurale in Ungheria | ECONOMIA.HU - The online magazine of ITL Group - Notizie economiche da Budapest e Ungheria

Di Claudia Leporatti - Economie alternative, esperimenti che almeno in piccola scala, mostrano i loro risultati. Un'intervista, due storie di esempi positivi nella campagna ungherese, “Due best practices che da riprodurre anche altrove.” come le definisce Gergely Kabaj, sociologo ed economista per la Pannon Elemző Iroda Kft., società specializzata in analisi regionale, sviluppo rurale e consulenza per lo sviluppo del territorio.

Decido di contattare Gergely quasi per caso. Scopro la storia di Belecska, villaggio ungherese rinato a vita nuova grazie a un programma di sviluppo rurale, mentre mi sto interessando ad un altro fenomeno locale, quel tipico “raccogli e paga” che inizia ogni estate allo spuntare delle prime fragole, portando nei campi centinaia di cittadini, armati di cestini per raccogliere e pagare ai contadini la frutta che si sono raccolti.
A Belecska però la raccolta la fanno gli abitanti del luogo e non per esportare e nemmeno per passare una domenica all'aria aperta. Belecska è paese che non arriva a contare quattrocento abitanti, collocato in una delle zone sottosviluppate dell'Ungheria. Di recente, ha fatto parlare di sé sulle pagine dei giornali locali per essere diventato un esempio di auto-efficienza e spinta occupazionale. Per capire la dimensione della svolta vissuta da Belecska, bastano due numeri.
La vittoria sulla disoccupazione
Il primo è l'impressionante tasso di disoccupazione del 32% che interessava il paesino nei primi anni Novanta, il secondo è l'attuale dato sulla disoccupazione, intorno al 6%. Certo, in un luogo tanto piccolo, i fattori ad influenzare questi valori possono essere i più disparati, ma la crescita occupazione non è stata affatto casuale, bensì frutto di un ambizioso programma lanciato nel 1998 per ridurre la dipendenza dai sussidi statali degli abitanti del paese. Nella storia di Belecska si uniscono pubblico e privato grazie alla coincidenza tra l'eccesso di piantine di fragole possedute da un imprenditore amico dell'allora sindaco Róbert Jakab e la vincita da parte del comune di un bando da 700.000 fiorini ad uso agricolo. Il paese acquista le piantine e le pianta nei vari campi del comune. I profitti arrivano dopo un anno di attività e crescono quando il modello viene esteso a coltivazioni di vari tipi di frutta ed ortaggi, su un territorio complessivo di 25 ettari.
Una formula che porta lavoro ai tanti cittadini di Belecska sprovvisti di occupazione e fa parlare di un piccolo esempio di economia sociale, modello sperimentato dalla Germania dell'Ovest nata nel secondo dopoguerra basato sulla cooperazione, sul consumo di risorse prodotte o coltivate in loco e sulla non-dipendenza dal welfare. L'altra storia, quella di Kisvejke, me la racconta Gergely ed è forse ancor più interessante. Protagonisti gli americani e gli albicocchi. Ma andiamo con ordine.
Gergely, hai da poco realizzato una ricerca intitolata “Analyzing locally initiated economic development programs” in cui analizzi il caso del paese di Belecska. Perchè è importante farlo conoscere?
La storia di Belecska mostra una possibile soluzione al grosso problema della disoccupazione. Verso la fine degli anni Novanta, questo paesino della bassa Transdanubia aveva un tasso di disoccupazione vicino al 40%. Adesso il dato è al 6%, dopo appena 13 anni.
Come si presentava Belecska, contea di Tolna, nel 1998?
Belecska era ed è un paese da 300-400 abitanti, in una delle cosiddette aree svantaggiate dell'Ungheria.
Cosa si intende con aree svantaggiate?
Sono delle zone del Paese piuttosto isolate e arretrate, che godono di finanziamenti e sussidi speciali che sostengono la loro crescita.

I territori svantaggiati sono quelli del Transdanubio Meridionale, della Pianura Meridionale, dell'Ungheria Settentrionale e della Pianura Settentrionale, tutti caratterizzati da grandi terreni coltivati o incolti e da piccoli agglomerati residenziali, i caratteristici paesi della Puszta (campagna ungherese) con abitazioni basse e povere.

Cosa c'era a Belecska, prima dell'intervento di cui stiamo per parlare?
Niente.
Neanche una scuola?
No. Solo case, qualche negozio ed alcune birrerie. Le persone erano in buona parte senza impiego e vivevano grazie al sussidio di disoccupazione.
Come nasce il programma di risanamento economico?
L'allora sindaco Róbert Jakab lanciò un programma a lungo termine, da portare avanti fino al 2012, per la creazione di posti di lavoro per tutti i disoccupati del paese. Per attuare un progetto tanto promettente, approfittò di una circostanza favorevole. Un suo amico si ritrovava a possedere una grande quantità di piantine di fragole che non riusciva a vendere. Grazie ad un bando per l'agricoltura appena vinto dall'amministrazione locale, il comune compra le piantine, le distribuisce e le fa coltivare dai nuovi contadini del luogo, che vengono iniziati al mestiere con una sorta di apposita formazione. Il programma si chiama “Sorsfordító – sorsformáló”, che significa "Cambiare vita - Formare la vita".
Come andarono gli affari?
Dopo il primo anno, Belecska comincia a registrare i primi profitti, ma i benefici derivanti da questo esperimento si misurano soprattutto con altri tipi di effetti,
Che stipendio percepiscono i cittadini che hanno accettato il posto nel settore agricoltura nell'ambito del programma?
Lo stipendio minimo.
Quali cambiamenti si osservano ora che molte più persone ricevono un salario fisso? I consumi sono aumentati?
Sicuramente, anche se gli effetti più evidenti sono a livello comportamentale. Innanzitutto stanno sparendo l'alcoolismo e i casi di malattie mentali che affliggevano il paese ai tempi della disoccupazione ai massimi livelli. Inoltre i cittadini adesso sono in grado di coltivare e questo ha portato la tendenza ad auto-sostenersi grazie agli orti. Non solo, ma il lavoro ha reso gli ex-disoccupati più attivi ed ambiziosi. Il paese che prima si presentava piuttosto malandato adesso è pulito e restaurato.
Che tipo di persona era il sindaco, di recente venuto a mancare?
Jakab è stato per circa 30 anni il veterinario di questa zona. Conosceva bene il territorio e lo amava. Avrebbe promosso un prolungamento del programma dopo il termine stabilito per i sussidi statali alle regioni sottosviluppate, valido dal 2009 al 2012. Purtroppo, due mesi fa è deceduto per un colpo apoplettico.
Qual'era il suo orientamento politico?
Si è candidato come indipendente e si è mantenuto tale.
Chi prenderà il suo posto?
Lo decideranno le elezioni, tra due mesi. I candidati sono 4, tutti del posto. Questo fa sperare che sappiano portare avanti il programma senza gettare al vento quanto fatto finora. E' essenziale che le persone non tornino senza lavoro. La disoccupazione prolungata ha effetti devastanti sull'umore e sulla salute mentale e non è stato facile educare gli ex-disoccupati al lavoro.
La tua osservazione tradisce il tuo interesse per l'antropologia. Come mai ti sei interessato a questa storia?
Sono laureato in etnologia ed antropologia, ma lavoro per l'istituto di ricerca Pannon Elemző Iroda e ho ricevuto l'incarico dall'Accademia delle Scienze ungherese di svolgere una ricerca sulle economie locali in via di sviluppo. Spulciando le notizie degli ultimi anni mi sono reso conto del rilievo dato alla vicenda di Belecska dai media ungheresi e allo stesso tempo mi sono accorto che nessun media dava segno di conoscere davvero il programma lanciato nel paese. Abbiamo scelto anche un secondo caso, quello di Kisvejke, un paese magiaro che fu visitato dagli statunitensi dopo il cambio di regime. La delegazione rimase colpita dagli 80 ettari di albicocchi presenti in questo luogo, quasi del tutto non sfruttati. Era il 1995 o il 1996 e venne lanciato un programma chiamato "American Programm" per dare una spinta allo sviluppo all'Ungheria uscente dal regime sovietico applicando modelli di stampo americano. I membri dei governi locali di Kisvejke e altri 5 paesi della zona furono riuniti intorno allo stesso tavolo per fare un lavoro di brain storming. Alla fine crearono una cooperativa di 10 membri. Oggi i partecipanti sono 80 e la cooperativa gestisce 400-500 ettari di frutteti, non solo albicocchi, ma anche meli, ciliegi e altre varietà. Il dettaglio interessante che voglio aggiungere per i vostri lettori è che ogni anno i membri della cooperativa fanno almeno un viaggio nel Nord Italia per tenersi aggiornate sulle tecniche di coltivazione impiegate in quelle regioni e riutilizzarle nei loro territori.
Il risultato è una produzione solo per il consumo locale o per un giro d'affari di più ampio raggio?
La frutta di queste zone viene esportata in Europa occidentale, soprattutto in Germania, nei paesi scandinavi e in Inghilterra. La disoccupazione è appena del 5% e sussiste quasi solo per via delle persone che preferiscono restare senza lavoro piuttosto che lavorare nei campi.

Claudia Leporatti



2 commenti:

  1. YOU WILL DIE IN YOUR SINS

    Many, who profess to be Christians, claim the Jesus is just one of many ways to heaven. If men would simply believe that the Bible is the only inerrant source for truth they could not reach that conclusion.

    John 8:24 "Therefore I said to you that you will die in your sins;for if you do not believe that I am He, you will die in your sins."(NKJV)

    If you do not believe that Jesus is the Christ you will die in your sins. No man-made creed book can change that fact. To reject Jesus as the Messiah is the clear path to dying without forgiveness from sins.

    John 4:25-26 The woman said to Him, "I know that Messiah is coming" (who is called Christ). When He comes, He will tell us all things." 26 Jesus said to her, "I who speak to you am He."(NKJV)

    It does not matter how many Bible commentators or self-proclaimed Bible scholars believe Jesus is one of many ways to heaven, Jesus is the only Messiah.

    John 14:6 Jesus said to him, "I am the way, the truth, and the life. No one comes to the Father except through Me. (NKJV)

    One way Jesus.

    Acts 4:10-12.....name of Jesus Christ....12 "Nor is salvation in any other, for there is no other name under heaven given among men by which we must be saved."(NKJV)

    Pope Francis says atheists who do good works can go to heaven. Billy Graham proclaims that you do not even have to know the name of Jesus to be part of the body of Christ. Joel Osteen say he does not know if unbelievers will be lost or saved because he cannot judge. These professing Christians are not alone in their views. How sad is that?

    PEW FORUM OF RELIGION AND PUBLIC LIFE: 57% of the evangelical church believes there are many religions that lead to eternal life.

    IF YOU TRUST THE BIBLE AND THE BIBLE ALONE FOR THE TRUTH, YOU WILL BELIEVE THE WORDS OF JESUS. "IF YOU DO NOT BELIEVE THAT I AM HE YOU WILL DIE IN YOUR SINS."

    YOU ARE INVITED TO FOLLOW MY BLOG. http://steve-finnell.blogspot.com

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  2. IS BAPTISM AN OUTWARD SIGN? YES!

    Is water baptism an outward sign of an inward grace? Yes, in order to accept God's free gift of salvation men must be immersed in water.

    Acts 2:38 Peter said to them, "Repent and each of you be baptized in the name of Jesus Christ for the forgiveness of your sins; and you will receive the gift of the Holy Spirit.

    The outward sign is the immersion in water. The inward grace is the forgiveness of sins we receive by following the command of Jesus to be baptized in water. There is no inward grace granted until men are immersed in water baptism. Baptism is not a sign that we have already been saved. Baptism is a sign that believers in Christ are being saved.

    1 Peter 3:20-21 ....safely through the water. 21 Corresponding to that, baptism now saves you---not the removal of dirt from the flesh, but an appeal to God for a good conscience---through the resurrection of Jesus Christ,

    The outward sign is water baptism. The inward grace is that baptism saves through an appeal to God, through the resurrection of Jesus Christ. If men do not confess Jesus as Lord and Savior, believe that He is the Son of God and believe that God raised Him from the dead, and make the commitment to turn from sin and turn to God, then, of course your baptism will not save you. Baptism is the final step before receiving forgiveness of sins. Water baptism is the point that the blood of Jesus washes away your sins.

    Colossians 2:12-13 having been buried with Him in baptism, in which you were also raised up with Him through faith in the working of God, who raised Him from the dead. 13 When you were dead in your transgression and the uncircumcision of your flesh, He made you alive together with Him, having forgiven us all our transgressions,

    The outward sign is being buried with Jesus in the watery grave of baptism. The inward grace is being made spiritually alive with Christ, having our transgressions forgiven. We are dead in our transgression before we are buried with Christ in water baptism. We are made alive and have our transgressions forgiven after baptism, not before.

    Galatians 3:27 For all of you who were baptized into Christ have clothed yourselves with Christ.

    The outward sign is water baptism. The inward grace is being clothed with Christ. You are not baptized into Christ because you have already been clothed with Christ. The clothing does not precede, being baptized into Christ.

    Mark 16:16 He who has believed and has been baptized shall be saved; but he who has disbelieved shall be condemned.

    The outward sign is water baptism. The inward grace of salvation follows believing and being baptized in water.

    THERE ARE TWO OUTWARD SIGNS

    1. CONFESSION: Romans 10:9-10 that if you confess with your mouth Jesus as Lord, and believe in your heart that God raised Him from the dead, you will be saved; 10 for with the heart a person believes, resulting in righteousness, and with the with the mouth he confesses, resulting in salvation.

    The outward sign is confession. The inward grace is salvation.

    2. WATER IMMERSION: Mark 16:16....has been baptized shall be saved...

    The outward sign is baptism. The inward grace is salvation.

    IS WATER BAPTISM AN OUTWARD SIGN OF AN INWARD GRACE? YES, BUT WITHOUT THE OUTWARD SIGN OF BAPTISM NO INWARD GRACE OCCURS.


    What must I do to be saved? FAITH John 3:16 REPENTANCE Acts 2:38 CONFESSION Romans 10:9-10 BAPTISM Mark 16:16

    (All Scripture quotes from: NEW AMERICAN STANDARD BIBLE)

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